In questi ultimi giorni ho avuto modo di sperimentare direttamente e con dispiacere come la mia città natale abbia ancora molta strada da fare per quanto riguarda l'integrazione e l'apertura verso altre realtà, o almeno nel rendere noto anche agli altri che questa strada si sta percorrendo... e ho appurato, sempre di persona, come i media e le persone intervistate dai media stravolgano spesso la realtà dei fatti.
Mi sto riferendo all'episodio di razzismo verificatosi circa quindici giorni fa in un locale di Treviso. Vicenda che ha trovato ampio spazio sui giornali, sia cartacei che online.
Tutto è cominciato con un'email al quotidiano locale La Tribuna di Treviso, che denunciava un fatto che ha coinvolto una ragazza di colore presente: un gruppo di teste rasate, piombato nella piazzetta gremita di ragazzi antistante al locale, verso la mezzanotte di un sabato sera qualunque, si mette a guardare male la ragazza, a intonare un coro da stadio che dice "candeggiamo Samir" e continua per un bel po'... poi la bagarre continua all'interno del locale, mentre la ragazza e i suoi amici se ne vanno. Il giorno dopo uno dei gestori è costretto a ripulire i rifiuti della festa: una serie di svastiche disegnate sui muri accanto all'osteria.
La notizia è stata pubblicata prima sulla Tribuna, quindi è stata ripresa dall'Ansa e da altre testate come Corriere Veneto, La Repubblica, Il Resto del Carlino, e ha fatto il giro di numerosi blog e social network, raccogliendo commenti indignati dei cittadini sui forum e da parte di rappresentanti di associazioni e sindacati, ma anche qualche tentativo di minimizzare la cosa da parte di alcuni cittadini che sui forum si firmavano con nickname di chiara connotazione nazionalista. Tutto si è ingrandito, ci siamo finiti in mezzo io, il fidanzato della ragazza, il gestore (forse quest'ultimo un po' più a malincuore).
Il giorno dopo, seguito avvio delle indagini da parte della Digos, alcuni giornali pubblicano una smentita che più o meno dice questo "Samir è un ragazzo che quella sera festeggiava con un gruppo di amici il fatto che l'indomani sarebbe partito per Londra, il coro è uno sfottò che ogni tanto gli amici gli rivolgono amabilmente perché lui, anche se è di pelle chiara e mamma veneta, ha delle origini libiche o giù di lì". Addirittura c'è un articolo su "Il Treviso" in cui Samir viene dipinto come vittima della gogna mediatica, intimorito a tal punto dall'aver letto il proprio nome su tutti i giornali, che non è uscito di casa per un giorno intero. E questo Samir al giornale dichiara (o è il giornalista che gli attribuisce questa frase?) di aver parlato personalmente alla ragazza di colore che quella sera gli aveva chiesto spiegazioni, rassicurandola che il coro era rivolto a lui. Peccato che la ragazza non abbia mai rivolto la parola né a lui né ad altri di quel gruppo... forse Samir era quel tarchiatello rasato e tatuato cui io ho chiesto cosa cantassero, forse ci vede male e ha scambiato la mia pelle bianco cadavere per nera.
La Digos sta continuando le sue indagini, ma probabilmente tutto si risolverà così. Spiegando che era un semplice coro amichevole rivolto a Samir, un Samir che a quanto pare non ha niente da farsi candeggiare.
"Tutti i luoghi che ho visto, / che ho visitato / ora so - ne son certo: / non ci sono mai stato" (G. Caproni)
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giovedì 29 aprile 2010
venerdì 26 marzo 2010
RAI PER UNA NOTTE... MEMORABILE
Visto che c'ero, vorrei dire la mia sulla serata di ieri al Pala Dozza, per quelli che non l'hanno potuta o voluta vedere. Piccole osservazioni qui e lì che vanno oltre quello che si è visto e sentito attraverso tv, web, radio.
A quanto pare Rai per una notte (il cui titolo deduco derivi dal bellissimo film di Martin Scorsese con Robert de Niro Re per una notte) ha toccato il 13% di share e, con più di 125.000 accessi internet, è stato il più grande evento web della storia italiana. Per non parlare di tutte le persone che hanno seguito la trasmissione dai maxischermi nelle piazze, e di noi che eravamo più di 5.000 dentro al palazzetto dello sport.
Grande serata, serata memorabile.
Daniele Luttazzi con la sua esilarante teoria delle tre fasi (e per un momento con il volto di Enzo Biagi proiettato sugli schermi, sembrava che tutti e tre, Santoro Luttazzi e Biagi, si fossero presi la propria rivincita) e Marco Travaglio coi suoi resoconti che si attengono ai nudi fatti (con qualche saporita similitudine qui e là) sono forse quelli che hanno ricevuto gli applausi più grandi.
Ma ogni momento è stato intenso, interessante o divertente. Dal comico Antonio Cornacchione che piagnucolava "Ma poverino, non può neanche telefonare ad un suo amico?" (riferendosi alle telefonate di Berlusconi al commissario dell'Agcom Innocenzi, in cui the president faceva pressioni perché Annozero fosse "fermata"), a Elio e le storie tese che hanno cantato la parodia della canzone portata al festival di Sanremo dal principe Filiberto e da Pupo, ai filmati-intervista a Monicelli, Benigni, Milena Gabanelli, alla "recitazione" delle comiche telefonate - intercettate - tra Berlusconi, Innocenzi (Agcom) e Masi (DG della Rai), alle canzoni di Teresa De Sio, agli interventi dei lavoratori in cassintegrazione, dei giovani ricercatori licenziati da un governo che dice che sconfiggerà il cancro. Mi è piaciuto perfino Gad Lerner ieri sera. Mentre Giovanni Floris come sempre è stato un po' più moderato.
Unica "pecca", Morgan e Venditti che si sono accompagnati in un duetto piano-voce che a mio avviso ha fatto scendere il livello di intensità e di partecipazione. Per non parlare del fatto che Morgan non sapeva quello che diceva, si interrompeva credendo di vedere cadere la sua sedia che invece era lì ben salda, interrompeva Riccardo Iacona mentre questo faceva un discorso interessantissimo, e veniva interrotto a sua volta da uno sparuto gruppo di adolescenti che gli urlavano di tornare a X-Factor mentre uno di loro sfoggiava ripetutamente un anacronistico pugno sinistro alzato e il suo compagno sorseggiava ripetutamente da una bottiglia di Montenegro.
E a questo proposito devo dire che gli italiani nonostante tutto, di destra o di sinistra che siano, son sempre i soliti coglioni in certi ambiti. La fila davanti ai cancelli che si sviluppava in orizzontale, le spinte per arrivare prima, gli applausi quando sarebbe stato meglio ascoltare e basta, i commenti che si potevano risparmiare. C'è da dire che la maggior parte del pubblico era costituita da studenti ancora in preda all'estremismo di certi ideali, che fraintendono e forse nemmeno loro sanno bene cosa siano.
Poi mi sono chiesta com'è Michele Santoro col suo team... sembra un tipo che si incazza facilmente, ma questo forse lo sapevate già. Al bar ho anche "intercettato" una conversazione tra due del suo staff. La ragazza diceva al ragazzo "Dopo diglielo tu" e lui "A chi" "A quello stronzo di Michele" rispondeva lei sotto voce.
E dopo questo pettegolezzo tipicamente femminile, il mio consiglio è di non perdersi le toccanti parole di Monicelli, l'esilarante e sincero monologo di Luttazzi (non adatto ad orecchi delicati però), e magari anche il saluto di Benigni, con la sua speciale ironia. Qui di seguito i link:
Monicelli
http://www.youtube.com/watch?v=tIUwzqYvfp8
Luttazzi
http://www.youtube.com/watch?v=ydEaq4tlmew
http://www.youtube.com/watch?v=zSRyHOdewv4
Benigni
http://www.youtube.com/watch?v=x-U4rTkQUtc
A quanto pare Rai per una notte (il cui titolo deduco derivi dal bellissimo film di Martin Scorsese con Robert de Niro Re per una notte) ha toccato il 13% di share e, con più di 125.000 accessi internet, è stato il più grande evento web della storia italiana. Per non parlare di tutte le persone che hanno seguito la trasmissione dai maxischermi nelle piazze, e di noi che eravamo più di 5.000 dentro al palazzetto dello sport.
Grande serata, serata memorabile.
Daniele Luttazzi con la sua esilarante teoria delle tre fasi (e per un momento con il volto di Enzo Biagi proiettato sugli schermi, sembrava che tutti e tre, Santoro Luttazzi e Biagi, si fossero presi la propria rivincita) e Marco Travaglio coi suoi resoconti che si attengono ai nudi fatti (con qualche saporita similitudine qui e là) sono forse quelli che hanno ricevuto gli applausi più grandi.
Ma ogni momento è stato intenso, interessante o divertente. Dal comico Antonio Cornacchione che piagnucolava "Ma poverino, non può neanche telefonare ad un suo amico?" (riferendosi alle telefonate di Berlusconi al commissario dell'Agcom Innocenzi, in cui the president faceva pressioni perché Annozero fosse "fermata"), a Elio e le storie tese che hanno cantato la parodia della canzone portata al festival di Sanremo dal principe Filiberto e da Pupo, ai filmati-intervista a Monicelli, Benigni, Milena Gabanelli, alla "recitazione" delle comiche telefonate - intercettate - tra Berlusconi, Innocenzi (Agcom) e Masi (DG della Rai), alle canzoni di Teresa De Sio, agli interventi dei lavoratori in cassintegrazione, dei giovani ricercatori licenziati da un governo che dice che sconfiggerà il cancro. Mi è piaciuto perfino Gad Lerner ieri sera. Mentre Giovanni Floris come sempre è stato un po' più moderato.
Unica "pecca", Morgan e Venditti che si sono accompagnati in un duetto piano-voce che a mio avviso ha fatto scendere il livello di intensità e di partecipazione. Per non parlare del fatto che Morgan non sapeva quello che diceva, si interrompeva credendo di vedere cadere la sua sedia che invece era lì ben salda, interrompeva Riccardo Iacona mentre questo faceva un discorso interessantissimo, e veniva interrotto a sua volta da uno sparuto gruppo di adolescenti che gli urlavano di tornare a X-Factor mentre uno di loro sfoggiava ripetutamente un anacronistico pugno sinistro alzato e il suo compagno sorseggiava ripetutamente da una bottiglia di Montenegro.
E a questo proposito devo dire che gli italiani nonostante tutto, di destra o di sinistra che siano, son sempre i soliti coglioni in certi ambiti. La fila davanti ai cancelli che si sviluppava in orizzontale, le spinte per arrivare prima, gli applausi quando sarebbe stato meglio ascoltare e basta, i commenti che si potevano risparmiare. C'è da dire che la maggior parte del pubblico era costituita da studenti ancora in preda all'estremismo di certi ideali, che fraintendono e forse nemmeno loro sanno bene cosa siano.
Poi mi sono chiesta com'è Michele Santoro col suo team... sembra un tipo che si incazza facilmente, ma questo forse lo sapevate già. Al bar ho anche "intercettato" una conversazione tra due del suo staff. La ragazza diceva al ragazzo "Dopo diglielo tu" e lui "A chi" "A quello stronzo di Michele" rispondeva lei sotto voce.
E dopo questo pettegolezzo tipicamente femminile, il mio consiglio è di non perdersi le toccanti parole di Monicelli, l'esilarante e sincero monologo di Luttazzi (non adatto ad orecchi delicati però), e magari anche il saluto di Benigni, con la sua speciale ironia. Qui di seguito i link:
Monicelli
http://www.youtube.com/watch?v=tIUwzqYvfp8
Luttazzi
http://www.youtube.com/watch?v=ydEaq4tlmew
http://www.youtube.com/watch?v=zSRyHOdewv4
Benigni
http://www.youtube.com/watch?v=x-U4rTkQUtc
lunedì 22 marzo 2010
Zaphod Beeblebrox mi ricorda qualcuno...
Tra le pagine di un bellissimo libro del 1979 intitolato "Guida galattica per gli autostoppisti", regalatomi poco tempo fa, ho incontrato la descrizione di un personaggio, che mi ha subito riportato alla mente i tratti caratteristici di un uomo del nostro tempo:
"...la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore della gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l'attenzione della gente dal potere stesso. In questo senso Zaphod Beeblebrox è uno dei migliori presidenti che la Galassia abbia mai avuto: ha già passato in carcere per truffa due dei dieci anni della presidenza..."
Avete capito a chi mi riferisco???
"...la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore della gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l'attenzione della gente dal potere stesso. In questo senso Zaphod Beeblebrox è uno dei migliori presidenti che la Galassia abbia mai avuto: ha già passato in carcere per truffa due dei dieci anni della presidenza..."
Avete capito a chi mi riferisco???
martedì 16 marzo 2010
La Musica
Da un bel po' non lascio commenti, nemmeno oggi ho da farne, ma voglio regalare un brano bellissimo di Brian Eno a chi si avventurasse in questo blog, per caso.
Il brano si intitola An ending (ascent).
http://www.youtube.com/watch?v=aKw5mbcE7VY
Il brano si intitola An ending (ascent).
http://www.youtube.com/watch?v=aKw5mbcE7VY
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