Un giovane ragazzo qualche tempo fa ha avuto l'idea di lanciare, dal suo blog, un'iniziativa per promuovere la lettura. Secondo lui leggere è indice di intelligenza, di civiltà, di umanità (non necessariamente, ma spesso) e ha pensato pertanto ad un'azione che possa smuovere la situazione e favorire un progresso culturale e mentale, ma anche un'occasione per abbattere le barriere di silenzio che ci sono tra le persone che si incontrano ogni giorno sul tram, in treno, per strada, senza nemmeno scambiarsi un sorriso.
L'idea è semplice:
il 26 marzo 2010, dovremmo tutti prendere uno dei nostri libri preferiti e donarlo ad un perfetto sconosciuto.
Da quanto ho capito non è per lui un gesto simbolico, ma un vero e proprio atto che potrebbe avere del rivoluzionario...
Che cosa pensare di questa iniziativa?
La trovo un po' ingenua e un po' snob, magari inconsapevolmente snob (anche se il ragazzo stesso immagina e teme sia vista così, lo dice nel blog), ma in fondo male non può fare. Il peggio che può succedere è che qualcuno lo prenda come pretesto per sbolognare vecchi libri che non si trovano precisamente tra i preferiti... e che qualcun altro reagisca pensando che il donatore del libro sia un venditore ambulante di libri, un testimone di geova o semplicemente un pazzo.
Insomma alla fine di tutto resta un'iniziativa carina, che ad oggi su facebook ha già raccolto 208.852 membri. Anche se credo che io non aderirò.
Che ne pensate?
http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/leggere-leggere-leggere
"Tutti i luoghi che ho visto, / che ho visitato / ora so - ne son certo: / non ci sono mai stato" (G. Caproni)
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sabato 20 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
Dino Buzzati potrà riposare finalmente in pace (anche molte altre persone)
La Regione Veneto (che tra pochi mesi purtroppo cadrà in mano ai leghisti) ha approvato la legge funeraria che permette la dispersione delle proprie ceneri in natura.
Il grande Dino Buzzati potrà quindi esaudire il suo desiderio di tornare, per sempre, tra le amate cime dolomitiche.
tratto da "Il Corriere delle Alpi" di oggi 11 febbraio 2010
«Finalmente Dino potrà ritrovare la libertà tra le sue montagne». E' felice ed emozionata Almerina Antoniazzi, la vedova dello scrittore bellunese Dino Buzzati. Nella sua casa milanese ha appreso martedì sera dell’approvazione, da parte del consiglio regionale veneto, del progetto di legge che contiene le nuove norme in materia funeraria.
Norme che introducono delle novità decisamente importanti, soprattutto per ciò che riguarda la dispersione delle ceneri in natura. Essa potrà infatti avvenire in mare, nei laghi, nei corsi d'acqua liberi da natanti e in montagna, in aree distanti almeno duecento metri da luoghi abitati.
Il sogno di Dino Buzzati può quindi avverarsi e col suo anche quello di tanti amanti della montagna che vogliono essere "liberati" dopo la morte tra le amate cime. Una notizia che emoziona la vedova dello scrittore e giornalista bellunese.
Signora Almerina, una bella notizia...
«Direi che è un sogno che finalmente si avvera. Per la mia famiglia si tratta di una notizia stupenda, quasi inattesa. Mi ha chiamato martedì sera un giornalista e mi ha riferito quanto approvato dal consiglio regionale. Sono rimasta a bocca aperta. Non posso negare che, riattaccata la cornetta, sono stata presa da una grande emozione».
Partirete subito con i preparativi per l’ultima grande scalata di suo marito?
«Dovremo organizzare il tutto, ma penso che sarà meglio attendere l’estate. In questi giorni è meglio stare in pianura, visti tutti gli incidenti che si sono verificati. Faremo tutto con calma. Penso che ci muoveremo tra giugno e luglio».
Dove si trovano al momento le ceneri di Dino Buzzati?
«Noi familiari non l’abbiamo mai detto a nessuno e non lo faremo ora, perché si tratta di un luogo riservato solo alla famglia».
Dove pensate di disperdere le sue ceneri?
«A lui piacevano tanto le Cinque Torri e soprattutto la Croda da Lago. Qui ha arrampicato per la prima e per l’ultima volta: era il 1966 e l’amico Rolly Marchi volle fargli un regalo per il suo sessantesimo compleanno».
Sono tanti gl amici che vorrebbero partecipare a questa cerimonia...
«L’ultima scalata di Dino sarà effettuata in compagnia dei familiari e di pochi amici. Il pensiero va a Lorenzo Lorenzi, che coinvolgerò per organizzare il tutto, e a Rolly Marchi, che spero possa essere con noi. Comunque ne daremo notizia solo a cerimonia avvenuta. Dino era una persona riservata, che preferiva non parlare della sua vita privata. Ricordo che nel suo testamento, mi chiese di dare la notizia della sua morte a funerali avvenuti».
Un ultimo pensiero?
«Finalmente Dino potrà riavere la libertà sulle sue montagne. Sono contenta»
Il grande Dino Buzzati potrà quindi esaudire il suo desiderio di tornare, per sempre, tra le amate cime dolomitiche.
tratto da "Il Corriere delle Alpi" di oggi 11 febbraio 2010
«Finalmente Dino potrà ritrovare la libertà tra le sue montagne». E' felice ed emozionata Almerina Antoniazzi, la vedova dello scrittore bellunese Dino Buzzati. Nella sua casa milanese ha appreso martedì sera dell’approvazione, da parte del consiglio regionale veneto, del progetto di legge che contiene le nuove norme in materia funeraria.
Norme che introducono delle novità decisamente importanti, soprattutto per ciò che riguarda la dispersione delle ceneri in natura. Essa potrà infatti avvenire in mare, nei laghi, nei corsi d'acqua liberi da natanti e in montagna, in aree distanti almeno duecento metri da luoghi abitati.
Il sogno di Dino Buzzati può quindi avverarsi e col suo anche quello di tanti amanti della montagna che vogliono essere "liberati" dopo la morte tra le amate cime. Una notizia che emoziona la vedova dello scrittore e giornalista bellunese.
Signora Almerina, una bella notizia...
«Direi che è un sogno che finalmente si avvera. Per la mia famiglia si tratta di una notizia stupenda, quasi inattesa. Mi ha chiamato martedì sera un giornalista e mi ha riferito quanto approvato dal consiglio regionale. Sono rimasta a bocca aperta. Non posso negare che, riattaccata la cornetta, sono stata presa da una grande emozione».
Partirete subito con i preparativi per l’ultima grande scalata di suo marito?
«Dovremo organizzare il tutto, ma penso che sarà meglio attendere l’estate. In questi giorni è meglio stare in pianura, visti tutti gli incidenti che si sono verificati. Faremo tutto con calma. Penso che ci muoveremo tra giugno e luglio».
Dove si trovano al momento le ceneri di Dino Buzzati?
«Noi familiari non l’abbiamo mai detto a nessuno e non lo faremo ora, perché si tratta di un luogo riservato solo alla famglia».
«A lui piacevano tanto le Cinque Torri e soprattutto la Croda da Lago. Qui ha arrampicato per la prima e per l’ultima volta: era il 1966 e l’amico Rolly Marchi volle fargli un regalo per il suo sessantesimo compleanno».
Sono tanti gl amici che vorrebbero partecipare a questa cerimonia...
«L’ultima scalata di Dino sarà effettuata in compagnia dei familiari e di pochi amici. Il pensiero va a Lorenzo Lorenzi, che coinvolgerò per organizzare il tutto, e a Rolly Marchi, che spero possa essere con noi. Comunque ne daremo notizia solo a cerimonia avvenuta. Dino era una persona riservata, che preferiva non parlare della sua vita privata. Ricordo che nel suo testamento, mi chiese di dare la notizia della sua morte a funerali avvenuti».
Un ultimo pensiero?
«Finalmente Dino potrà riavere la libertà sulle sue montagne. Sono contenta»
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