Un giovane ragazzo qualche tempo fa ha avuto l'idea di lanciare, dal suo blog, un'iniziativa per promuovere la lettura. Secondo lui leggere è indice di intelligenza, di civiltà, di umanità (non necessariamente, ma spesso) e ha pensato pertanto ad un'azione che possa smuovere la situazione e favorire un progresso culturale e mentale, ma anche un'occasione per abbattere le barriere di silenzio che ci sono tra le persone che si incontrano ogni giorno sul tram, in treno, per strada, senza nemmeno scambiarsi un sorriso.
L'idea è semplice:
il 26 marzo 2010, dovremmo tutti prendere uno dei nostri libri preferiti e donarlo ad un perfetto sconosciuto.
Da quanto ho capito non è per lui un gesto simbolico, ma un vero e proprio atto che potrebbe avere del rivoluzionario...
Che cosa pensare di questa iniziativa?
La trovo un po' ingenua e un po' snob, magari inconsapevolmente snob (anche se il ragazzo stesso immagina e teme sia vista così, lo dice nel blog), ma in fondo male non può fare. Il peggio che può succedere è che qualcuno lo prenda come pretesto per sbolognare vecchi libri che non si trovano precisamente tra i preferiti... e che qualcun altro reagisca pensando che il donatore del libro sia un venditore ambulante di libri, un testimone di geova o semplicemente un pazzo.
Insomma alla fine di tutto resta un'iniziativa carina, che ad oggi su facebook ha già raccolto 208.852 membri. Anche se credo che io non aderirò.
Che ne pensate?
http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/leggere-leggere-leggere
"Tutti i luoghi che ho visto, / che ho visitato / ora so - ne son certo: / non ci sono mai stato" (G. Caproni)
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sabato 20 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Addio giovane Holden
E' morto due giorni fa, all'età di 91 anni, J.D. Salinger, lo scrittore noto a tutti per il suo romanzo di formazione pubblicato nel '51, Il giovane Holden (titolo originale, The Catcher in the Rye).
Originario di New York, sposatosi 2-3 volte, padre di due figli, di lui si dice che fosse un uomo riservato, schivo, e che abbia passato gran parte degli ultimi decenni a scrivere opere che non ha mai voluto far pubblicare.
In America The Catcher in the Rye è molto diffuso e viene letto nelle scuole, è un po' come per noi i Promessi Sposi (il romanzo più recente che ci fanno leggere, perché nelle scuole italiane il Novecento è cosa quasi ignota). Anche in Italia viene comunque considerato un capolavoro. La traduzione è ormai obsoleta ma è un libro che merita, soprattutto se letto quando si è ancora ragazzi... anche se temo che gli adolescenti di oggi non riuscirebbero ad apprezzarlo.
Interessante la ragione del titolo originale del libro. The Catcher in the Rye fa riferimento ad una antica poesia di Robert Burns (poeta e compositore scozzese del '700) intitolata Comin' Through the Rye:
Originario di New York, sposatosi 2-3 volte, padre di due figli, di lui si dice che fosse un uomo riservato, schivo, e che abbia passato gran parte degli ultimi decenni a scrivere opere che non ha mai voluto far pubblicare.
In America The Catcher in the Rye è molto diffuso e viene letto nelle scuole, è un po' come per noi i Promessi Sposi (il romanzo più recente che ci fanno leggere, perché nelle scuole italiane il Novecento è cosa quasi ignota). Anche in Italia viene comunque considerato un capolavoro. La traduzione è ormai obsoleta ma è un libro che merita, soprattutto se letto quando si è ancora ragazzi... anche se temo che gli adolescenti di oggi non riuscirebbero ad apprezzarlo.
Interessante la ragione del titolo originale del libro. The Catcher in the Rye fa riferimento ad una antica poesia di Robert Burns (poeta e compositore scozzese del '700) intitolata Comin' Through the Rye:
che in italiano è« Gin a body meet a body
Coming thro' the rye,
Gin a body kiss a body
Need a body cry? »
Ad un certo punto del romanzo Holden, quando la sorella Phoebe gli chiede cosa voglia veramente fare da grande, risponde, ispirandosi alla poesia di Burns, di voler salvare i bambini che giocano nel campo di segale, afferrandoli un attimo prima che cadano nel burrone:« Se una persona incontra una persona
Che si avvicina in un campo di segale,
Se una persona bacia una persona
Quella persona deve piangere? »
"I’m standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff - I mean if they’re running and they don’t look where they’re going I have to come out from somewhere and catch them. That’s all I’d do all day. I’d just be the catcher in the rye and all."
mercoledì 27 gennaio 2010
Venezia, la luna e tu
Per gli amanti di Venezia, guardate che iniziativa carina segnalata su www.anobii.com dall'autore di un libro - che sembra interessante - su Venezia. Basta solo avere un po' di fantasia:
A chi acquisterà "Venezia degli amanti. L'epopea dell'amore in 11 celebri storie veneziane" (Marco Tropea editore) nelle librerie Lovat di Villorba (Tv) – Via Newton 32 – Trieste e Padova, e solo a chi comprerà questo libro, verrà consegnata la cartolina di San Valentino, su cui dovrà venire scritta una frase d'amore. La cartolina compilata potrà essere riconsegnata entro il 1° marzo presso una della librerie Lovat. Una qualificata giuria selezionerà le due frasi d'amore più belle che saranno premiate con una cena e un pernottamento per due all'Hotel Danieli di Venezia, nelle cui stanze si svolge parte della storia d'amore tra George Sand e Alfred de Musset, o una cena per due all'Harry's Bar, sempre di Venezia, tra i cui tavoli hanno amoreggiato Ernest Hemingway e la baronessina Adriana Ivancich.
domenica 24 gennaio 2010
Long John Silver detto Barbecue

Quindici uomini sulla cassa del morto yo ho ho! E una bottiglia di rum per conforto
Chi non ricorda il temibile pirata da una gamba sola e poi non si è ritrovato di fianco a lui e Jim Howkins per recuperare il famoso tesoro di Flint e portare a casa la pellaccia?
La vera storia di Long John Silver, suspence, avventura e un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità, una documentata ricostruzione storica e il fascino di personaggi più grandi del reale ed eccoci qua, ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell'infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti.
Intento a scrivere le sue memorie, Silver parla con Dafoe e risponde a Jim Howkins dopo aver letto "L'Isola del Tesoro", raccontandoci la vita all'epoca della pirateria, i legami con il commercio, la tratta degli schiavi, il contrabbando, le atroci condizioni dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano, le motivazioni e le ingenuità dei "gentiluomini di ventura". Il quartiermastro di England, Taylor e Flint ci porta in giro per il mondo in compagnia dei gentiluomini di ventura, bucanieri, truffatori, o se preferite insieme ai pirati più famosi del mondo, nemici dell'umanità.
"Eccoci dunque di nuovo tutti e tre riuniti, l'onesto Edward, che diceva di saper distinguere la vita dalla morte, l'odioso Deval, pronto a vendersi per un'amichevole pacca sulla spalla, e io, Long John Silver, pronto a vendere chiunque, se il caso lo richiedeva."
Altrimenti come potete pensare che sia eletto quartiermastro sul Walrus con Flint dal peggior equipaggio che avesse mai calpestato il ponte di quella nave?
Per tutti i diavoli!!! SSHHhhhhh meglio non fare nomi!
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